Avendo, purtroppo, appreso soltanto dai mezzi di stampa regionali della concessione, da parte dell’amministrazione comunale di Larino, di un’autorizzazione per la costruzione di un impianto biogas nell’agro frentano, approvata con delibera di giunta n.256 del 31 dicembre 2008, il Movimento politico-culturale apartitico LARINascita vuole palesare la propria posizione su una questione che riguarda direttamente l’interesse di tutta la comunità e che fino ad oggi è stata tenuta vergognosamente all’oscuro.
Il Molise degli ultimi anni, come evidenziano le indagini di settore, ha registrato una produzione di energia che copre interamente il fabbisogno energetico molisano e, tra impianti eolici, idroelettrici, fotovoltaici e turbogas sparsi prevalentemente nel basso Molise, riesce a generare un’ ingente percentuale di energia in surplus destinata ad alimentare la rete nazionale.
La volontà di continuare ad investire nella produzione di energia elettrica potrebbe rivelarsi diabolica e pericolosa perché, suscitando l’interesse economico dei privati proprietari terrieri, provocherebbe l’ abbandono di terreni per l’installazione di pannelli fotovoltaici in cambio di considerevoli proventi annuali che la produzione agricola ormai da anni non riesce più a garantire. Tutto ciò con il beneplacito delle amministrazioni pubbliche locali che si accontentano di incassare discreti proventi a tutto discapito dell’agricoltura, del territorio, dell’economia locale, quindi, a danno di tutta la comunità che difficilmente ne consegue un vantaggio sia in termini di efficienza del servizio che di risparmio sui costi dell’elettricità ad uso domestico.
L’omertoso silenzio usato dalla maggioranza e dall’opposizione a conoscenza del deliberato di giunta, e gli artifici tesi a negare l’esistenza della delibera, confermano la già nota mancanza di trasparenza politica e gli insormontabili limiti degli amministratori frentani i quali, chiusi nelle stanze del Palazzo, prendono decisioni così importanti aggirando il Consiglio Comunale, rifiutando il ragionamento e il confronto con le altre forze politiche e, cosa ancor più grave, senza coinvolgere la cittadinanza.
Secondo il Movimento apartitico LARINascita, di principio a favore delle energie rinnovabili, le decisioni su tematiche come questa richiedono necessariamente un coinvolgimento allargato della società civile volto ad aumentare la consapevolezza e il benestare del cittadino.
Ci si sarebbe aspettato una preventiva informazione sulla volontà di questa amministrazione comunale di sviluppare Larino sotto il profilo energetico, sulle modalità che erano al vaglio, sulle possibilità di realizzazione. E’ sgradevole e tardivo, quindi, l’ incontro con la cittadinanza programmato dall’amministrazione con la società realizzatrice Enerbio s.p.a per illustrare il progetto e i benefici di un impianto da biogas, mentre i lavori sono già iniziati.
Anche la richiesta del Consigliere del PD Pino Puchetti, di stimolare la costituzione di un tavolo tecnico che valuti la possibilità di fissare dei parametri e regolamenti l’installazione di impianti di energia rinnovabile sul suolo larinese, trova accoglimento solo parzialmente.
Seppure sia da auspicare un quadro normativo in materia, almeno al fine di limitare l’aggressione di ettari vocati all’agricoltura, il regolamento non trova ancora pieno fondamento perché non vi è la coscienza collettiva e una espressa volontà della comunità larinese.
Desta stupore e curiosità, infine, la netta controtendenza del Comune di Larino rispetto alle scelte dei comuni limitrofi e su tutti Termoli dove il neo-Sindaco, tra i primi atti della giunta, ha provveduto a revocare la delibera n.303 del 2009 del suo predecessore con la quale si autorizzava la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica (biogas) sul territorio comunale sottolineando come una tale concessione avrebbe penalizzato la città adriatica non solo sul piano ambientale ma anche sulla qualità della vita dei cittadini, non solo termolesi.
Il Movimento LARINascita, impegnato da tempo nello sviluppo di un progetto nel settore agroalimentare, pretende una maggiore trasparenza da parte dei rappresentanti politici attraverso il coinvolgimento di tutta l’opinione pubblica affinché si raggiunga una soluzione condivisa che possa conciliare sviluppo, ambiente e territorio invece di favorire gli esclusivi interessi dei soliti singoli a discapito della collettività.